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Referendum su cittadinanza e lavoro 8 e 9 giugno, come funziona il voto e cosa prevede

Il Consiglio dei ministri ha deciso le date dei referendum su cittadinanza e lavoro: tutti i quesiti proposti e le modalità di voto

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Il Consiglio dei ministri ha fissato le date dei referendum sulla cittadinanza e sul lavoro. Si voterà l’8 e il 9 giugno 2025, insieme ai ballottaggi delle elezioni amministrative. Di cosa trattano i quesiti e quali saranno le procedure per il voto durante il fine settimana elettorale.

Fissate le date per i referendum: come si vota

Fissate le date per i referendum su cittadinanza e lavoro. Il Consiglio dei ministri ha stabilito che si terranno durante i ballottaggi delle elezioni amministrative, tra l’8 e il 9 giugno 2025.

Questa data combina la proposta di creare un election day con il voto principale delle amministrative, il 25 e il 26 maggio, con la possibilità di tenere i referendum a scuole chiuse, dato che spesso gli edifici scolastici vengono utilizzati come sedi dei seggi.

Referendum cittadinanza lavoro votoFonte foto: ANSA
La consegna in Cassazione delle firme per il referendum sul lavoro

Potranno votare tutti i cittadini italiani maggiorenni. Bisognerà presentarsi al proprio seggio con un documento di identità valido e con la tessera elettorale. I quesiti saranno in totale cinque.

Di cosa tratta il referendum sulla cittadinanza

Il referendum sulla cittadinanza è il più semplice dei due che verranno accorpati l’8 e il 9 giugno. Ha infatti un solo quesito contro i quattro di quello sul lavoro. Per approvare la proposta bisognerà votare “sì”.

La proposta mira a ridurre il numero di anni consecutivi di residenza in Italia richiesti a un cittadino di un Paese non appartenente all’Unione Europea per ottenere la cittadinanza italiana.

Gli anni di residenza necessari passerebbero da dieci a cinque. La legge abolita è la numero 91 del 1992, all’articolo 9. Ritornerebbe in questo caso in vigore una legge del Regno d’Italia risalente al 1865.

Di cosa tratta il referendum sul lavoro

Il referendum sul lavoro punta soprattutto ad abolire parti del cosiddetto Jobs Act, la riforma del lavoro approvata nel 2015 dal Governo Renzi. Sono in tutto quattro i quesiti proposti.

Tre sono relativi proprio al Jobs Act. Il primo abrogherebbe le norme sui licenziamenti di chi è stato assunto dopo il 2015. Il secondo elimina il limite di risarcimento che le piccole imprese devono pagare ai lavoratori licenziati ingiustamente.

Il terzo quesito eliminerebbe la riforma dei contratti a termine, rendendoli meno utilizzabili. Il quarto quesito, se approvato, estenderebbe la responsabilità degli infortuni sul lavoro anche alle aziende appaltatrici.

referendum-cittadinanza Fonte foto: ANSA
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