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Pompei svela una nuova villa dei Misteri, megalografia su Dioniso scoperta durante gli scavi: "Giorno storico"

Scoperta a Pompei una nuova megalografia sul culto del dio Dioniso, pari soltanto agli affreschi trovati nella villa dei Misteri oltre un secolo fa

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Scoperta epocale a Pompei, paragonabile alla celebre villa dei Misteri, riportata alla luce oltre 100 anni fa. Gli scavi hanno restituito al mondo una nuova megalografia, un ciclo di affreschi che rappresenta il rito di iniziazione ai misteri dionisiaci, trovata in una grande sala banchetti di una dimora ribattezzata dagli archeologi “casa del Tiaso”. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha parlato di “documento storico eccezionale”.

La scoperta a Pompei

Il dipinto su tre pareti, a dimensioni quasi reali, è emerso dagli scavi di un’abitazione dell’area centrale di Pompei.

“Tra 100 anni la giornata di oggi verrà vissuta come storica, perché storica è la scoperta che mostriamo” ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, commentando quello che è considerato “un documento storico eccezionale e, insieme a quella della Villa dei Misteri, costituiscono un unico nel loro genere, facendo di Pompei una straordinaria testimonianza di un aspetto della vita della classicità mediterranea in gran parte sconosciuto”.

pompei-megalografia-dioniso-villa-dei-misteriFonte foto: Parco archeologico Pompei

La grande sala banchetti con la megalografia del culto dionisiaco, al centro l’inizianda

La megalografia su Dioniso

Il ciclo di affreschi mostra il corteo del dio del vino, Dioniso, tra giovani satiri e baccanti rappresentate come danzatrici e cacciatrici feroci, con un capretto sgozzato sulle spalle o con in mano una spada e interiora di animali. Al centro della scena è illustrata una donna che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata ai misteri di Dioniso.

“La caccia delle baccanti di Dioniso – ha spiegato il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, co-autore di un primo studio del nuovo rinvenimento – a partire dalle ‘Baccanti’ di Euripide del 405 a.C., una delle più amate tragedie dell’antichità, diventa una metafora per una vita sfrenata, estatica, che mira a ‘qualcosa di diverso, di grande e di visibile’, come dice il coro nel testo di Euripide.

“La baccante esprimeva per gli antichi il lato selvaggio e indomabile della donna – ha spiegato ancora lo studioso – la donna che abbandona i figli, la casa e la città, che esce dall’ordine maschile, per danzare libera, andare a caccia e mangiare carne cruda nelle montagne e nei boschi; insomma, l’opposto della donna ‘carina’, che emula Venere, dea dell’amore e delle nozze, la donna che si guarda nello specchio, che si ‘fa bella’”.

Il confronto con villa dei Misteri

La scoperta fornisce nuovi importanti elementi per la comprensione del culto di Dioniso nell’antichità, rituali definiti “misterici” perché soltanto gli iniziati potevano conoscerne i segreti.

L’unica altra rappresentazione simile è stata rinvenuta nel 1909 in una villa fuori dalle porte di Pompei, anche essa in II Stile pompeiano, chiamata dei Misteri.

A differenza della megalografia emersa oltre 100 anni fa, gli affreschi della casa del Tiaso offrono nella raffigurazione del culo un altro tema, quello della caccia.

Gli studiosi stimano che il dipinto risalga al I sec. a.C, intorno anni 40-30 a.C: al momento dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che seppellì Pompei, quindi, il fregio dionisiaco era già vecchio di circa un secolo.

pompei-villa-dei-misteri-megalografia-dioniso Fonte foto: Parco archeologico Pompei
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