Guerra dei dazi ma non solo, chi partirebbe come soldato dall'Italia in caso di conflitto
Il precario equilibrio geopolitico nel mondo è stato smosso dai dazi imposti da Trump, e in molti ora si chiedono come comportarsi in caso di guerra
I recenti dazi imposti da Donald Trump sembrano aver scosso il già precario equilibrio geopolitico mondiale: tra nuove tassazioni e conflitti in corso, lo scenario sembra sempre più instabile, e in molti iniziano a chiedersi come comportarsi nel caso scoppiasse una guerra. Ecco chi partirebbe come soldato dall’Italia nell’eventualità.
- Il precario equilibrio mondiale
- I possibili scenari di guerra
- Chi partirebbe come soldato dall’Italia
Il precario equilibrio mondiale
Il ritorno di Donald Trump sulla scena politica internazionale sembra aver riacceso le tensioni economiche globali, soprattutto dopo che il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un piano di dazi generalizzati su tutte le importazioni.
Queste misure hanno riportato in vita i timori di una nuova guerra commerciale, che si aggiunge a un quadro già segnato da conflitti armati attivi in Ucraina e Medio Oriente.
Fonte foto: iStock
In un tale contesto, aumentano le preoccupazioni in merito all’ipotesi di un coinvolgimento più diretto di Paesi europei, inclusa l’Italia, in scenari bellici di ampia scala.
I possibili scenari di guerra
La NATO ha più volte ribadito l’impegno degli Stati membri in caso di attacco a uno dei Paesi dell’Alleanza, e l’Italia, come firmataria del Trattato, sarebbe chiamata a rispondere.
Non si tratterebbe necessariamente di una mobilitazione immediata, ma esistono già piani di riarmo e incremento della spesa militare. Attualmente, l’Italia conta su circa 97.000 militari attivi e 18.000 riservisti, ma piano di riarmo nazionale potrebbe portare il numero a 300.000 in caso di necessità prolungata.
Ai militari dell’Esercito bisogna però aggiungere le circa 30.000 unità della Marina, 37.000 dell’Aeronautica e i circa 108.000 uomini e donne dell’Arma dei Carabinieri.
Chi partirebbe come soldato dall’Italia
Nel caso in cui l’Italia dovesse partecipare a un conflitto armato, i primi ad essere coinvolti sarebbero i militari di carriera. In seconda battuta, verrebbero richiamati i riservisti, ovvero ex militari con addestramento pregresso.
In generale, potrebbero essere mobilitati anche i cittadini italiani maschi e femmine tra i 18 e i 45 anni in possesso di idoneità psicofisica. Non esiste una leva obbligatoria attiva, ma il Ministero della Difesa potrebbe procedere con richiami mirati o istituire una leva temporanea straordinaria qualora la situazione lo rendesse necessario.
Sono inoltre previsti criteri di selezione stringenti: priorità a chi ha già esperienza militare, ma anche valutazione delle competenze utili in ambito tecnico-logistico, sanitario o informatico, con l’obiettivo di garantire un’efficienza operativa adeguata anche in caso di espansione rapida dell’organico.
