Comune blocca il Salva Milano, iter per la legge a rischio: perché per la sinistra non ci sono le condizioni
Il Comune rinuncia al decreto Salva Milano e si costituisce parte civile dopo l’arresto dell’architetto Giovanni Oggioni
“Dopo i gravi fatti emersi dalla magistratura è evidente che non ci sono le condizioni per andare avanti in una discussione sul Ddl”: così la segretaria del Pd Elly Schlein pone termine all’iter del decreto Salva Milano. Mentre il Comune guidato dal sindaco Giuseppe Sala, dopo l’arresto del vicepresidente della Commissione per il Paesaggio Giovanni Oggioni, dichiara l’intenzione di dichiararsi parte civile.
- Elly Schlein blocca il decreto Salva Milano
- Il Comune si dichiara parte civile
- L’inchiesta e l’architetto in arresto
Elly Schlein blocca il decreto Salva Milano
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha chiesto l’interruzione dell’iter riguardante il Decreto di Legge detto Salva Milano.
Secondo Schlein, “non ci sono le condizioni per andare avanti in una discussione sul Ddl” che attualmente si trova in discussione al Senato.
Fonte foto: ANSA
In relazione ai “gravi fatti emersi dalla magistratura”, la segretaria del Pd invia la propria “solidarietà al sindaco Sala”.
Infine, Schlein ribadisce come le rilevazioni degli inquirenti “riguardino esponenti del centro-destra”.
Il Comune si dichiara parte civile
Si allinea al Pd anche l’Amministrazione comunale di Milano, che in una nota comunica di “non sostenere più la necessità di proseguire nell’iter di approvazione della proposta di legge cosiddetta ‘Salva Milano‘”.
Le dichiarazioni del Comune lombardo, guidato dal sindaco Giuseppe Sala, arrivano a seguito dell’arresto di Giovanni Oggioni, vicepresidente della Commissione per il paesaggio del Comune di Milano.
“A partire dal 2020 il Comune di Milano ha reso obbligatorio per dirigenti e funzionari responsabili dichiarare eventuali condizioni di incompatibilità” si legge.
Prosegue la nota: “Vale anche per i membri di Commissione, compresa la Commissione comunale per il Paesaggio, sia alla nomina sia in sede di trattazione di ogni pratica. Dichiarazioni che non risultano essere state rese da chi oggi indagato”.
L’inchiesta e l’architetto in arresto
Indagini della Procura di Milano hanno fatto emergere quello che, secondo l’accusa, è un “sistema” volto al rilascio di titoli edilizi illeciti e alla realizzazione di operazioni immobiliari altamente speculative.
Tale sistema sarebbe composto da componenti della Commissione per il Paesaggio, operatori economici, progettisti privati e soggetti interni all’amministrazione comunale milanese.
Tra gli indagati anche il vicepresidente della Commissione per il Paesaggio di Milano, già dirigente dello Sportello unico per l’edilizia, l’architetto Giovanni Oggioni.
Oggioni è stato arrestato con la triplice accusa di corruzione, falso e depistaggio.
Pare che tra gli obiettivi degli indagati vi fosse anche quello di far cadere la Giunta guidata da Sala.
