VIDEO
Cerca video

Risultati per il tag: musica

406 risultati
Filtra categoria
Qualsiasi Questa settimana Questo mese Quest'anno
Più rilevanti Data Più visti
CURIOSITÀ 26 AGOSTO 2026

Addio a Dolly Parton, ma la sua canzone più famosa in Italia l’ha cantata Whitney Houston

Dolly Parton è una delle figure più amate e riconoscibili della musica americana. Cantante, compositrice, attrice e imprenditrice, ha costruito una carriera straordinaria partendo dalle umili origini del Tennessee e diventando un’icona mondiale del country. La sua voce inconfondibile e canzoni come “Jolene” e “9 to 5” hanno conquistato generazioni di ascoltatori, mentre il suo impegno filantropico ne ha rafforzato l’immagine pubblica.

La sua scomparsa, avvenuta il 25 agosto del 2026, ha lasciato un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo. Era una grande artista, ma anche una donna capace di trasformare talento, determinazione e sensibilità in un’eredità destinata a durare nel tempo.

Il dettaglio su Dolly Parton che non tutti conoscono

Dolly Parton era una fuoriclasse, a dimostrarlo è anche un dettaglio che non tutti sanno, soprattutto in Italia, dove la stella del country non godeva della stessa fama che aveva Oltreoceano. Infatti, c’è una curiosa ironia nella storia di “I Will Always Love You”. Una delle canzoni più associate alla voce di Whitney Houston e famosissima anche nel nostro Paese, fu scritta, quasi vent’anni prima, proprio da lei. E non fu soltanto un successo musicale per la cantante country. Parton ne è stata la titolare del copyright sulla composizione e sui testi, una distinzione fondamentale rispetto al diritto sulla registrazione di Houston.

Parton scrisse il brano nel 1973, ispirandosi alla separazione professionale dal suo mentore e partner creativo Porter Wagoner. Lo incise e lo portò al primo posto delle classifiche country nel 1974. Quella stessa canzone sarebbe tornata al numero uno nel 1982, grazie a una nuova versione realizzata per la colonna sonora del film “The Best Little Whorehouse in Texas”.

Nel frattempo era arrivato anche Elvis Presley. Il Re voleva registrare “I Will Always Love You”, ma il suo manager, secondo il racconto successivamente fatto da Parton, chiedeva in cambio metà dei diritti editoriali. La cantautrice rifiutò. Una scelta che all’epoca poteva sembrare rischiosa, ma che si sarebbe rivelata straordinariamente redditizia: Presley non registrò mai il brano e Parton conservò i propri diritti. La stessa Library of Congress ricorda che la cantautrice avrebbe poi raccontato di aver guadagnato abbastanza dalla versione di Houston da poter scherzosamente “comprare Graceland”.

Il successo planetario grazie a Kevin Costner

La svolta arrivò nel 1992, quando Kevin Costner, protagonista e produttore di “The Bodyguard“, cercava la canzone destinata alla scena culminante del film. L’idea iniziale era un altro brano, ma Costner suggerì “I Will Always Love You”. Il produttore David Foster inviò quindi a Houston la versione di Linda Ronstadt, che aveva inciso la canzone nel 1975.

Houston partì proprio da quella interpretazione, ma Costner aveva un’idea precisa: trasformare la ballata in un momento cinematografico irripetibile, iniziandola a cappella. Foster e Clive Davis avevano dubbi: una pop ballad priva di accompagnamento musicale per quasi un minuto poteva essere difficile da proporre alla radio. Alla fine prevalse la visione di Costner.

Durante le prove arrivò anche un contributo decisivo della stessa Dolly Parton. Saputo che Houston stava lavorando sulla versione di Ronstadt, telefonò a Foster e gli segnalò il terzo verso, assente nella cover del 1975. Foster lo insegnò quindi a Houston.

Il risultato entrò nella storia della musica. La versione, pubblicata nella colonna sonora di “The Bodyguard”, rimase 14 settimane consecutive al primo posto della Billboard Hot 100, diventando il suo brano simbolo. La Library of Congress l’ha inserita nel National Recording Registry, riconoscendone il valore culturale e storico.

Così, la canzone che il pubblico ha imparato ad associare alla voce potentissima di Whitney Houston resta, prima di tutto, una creazione di Dolly Parton: un esempio quasi perfetto di come un autore possa scrivere una canzone, conservarne i diritti e vederla trasformare, decenni dopo, da un’altra interprete in un fenomeno mondiale.

0 visualizzazioni
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5
  6. 6
  7. 7
Chiudi
Caricamento contenuti...