Altro attacco degli hacker filorussi ai siti italiani: colpiti Mediobanca, Nexi, Benelli, Fiocchi e Danieli
Nuovo attacco da parte degli hacker filorussi di Noname: nel mirino diverse banche come Mediobanca e Nexi, aziende di armi e del trasporto pubblico
Non si ferma l’ondata di attacchi hacker contro l’Italia. Per il terzo giorno consecutivo il gruppo di cybercriminali Noname057(16) ha colpito diversi siti di aziende del nostro Paese. Se negli scorsi giorni sono finiti sotto attacco ministeri e forze dell’ordine, obiettivi dei pirati informatici sono stati questa volta banche e industrie di armamenti, oltre ad alcune aziende di trasporto pubblico.
- Banche sotto attacco, colpite Mediobanca e Nexi
- La rivendicazione del gruppo filorusso
- Le azioni di contrasto
Banche sotto attacco, colpite Mediobanca e Nexi
Sotto attacco hacker sono finiti Mediobanca, Nexi e alcune delle maggiori aziende italiane di armi, come Benelli, Fiocchi munizioni, Franchi e Danieli.
Tranne il portale di Nexi, tutti i siti sono risultati irraggiungibili dopo l’offensiva di tipo Ddos (Distributed denial of service), che mira a mettere fuori uso le pagine con flussi di traffico molto superiori al normale. Anche in questa occasione l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale è intervenuta per avvisare i bersagli dell’offensiva e dare supporto per il ripristino delle funzionalità.
Fonte foto: ANSA
Polizia al lavoro contro gli attacchi informatici
La rivendicazione del gruppo filorusso
Sul suo profilo X il gruppo di hacker filorussi NoName057(16) ha rivendicato ancora una volta gli attacchi a siti italiani: “Stiamo schiacciando l’infrastruttura internet italiana“, si legge in un post.
Nella giornata di lunedì 17 febbraio, i cybercriminali avevano ricollegato l’attacco al discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’università di Marsiglia, parole che avevano scatenato la reazione della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
“Il presidente italiano Sergio Mattarella ha paragonato la Russia al Terzo Reich, provocando una dura reazione da parte del ministero degli Esteri russo. Mosca ha già promesso che tali dichiarazioni non resteranno senza conseguenze”, aveva scritto il gruppo Noname, “per tali paragoni del russofobo Mattarella, l’Italia riceve da noi missili DDoS sui suoi siti web”.
Le azioni di contrasto
Il direttore generale dell’Agenzia di cybersicurezza, il prefetto Bruno Frattasi, ha confermato in un’intervista a La Stampa che “è in atto una serie di campagne DDoS ricorrenti, che spesso scattano in occasione di interventi istituzionali. In questo caso le parole di Mattarella”.
Azioni che “hanno anche una finalità di disinformazione e di inquinamento del discorso pubblico. Le gang vogliono far apparire vulnerabile un Paese occidentale fedele alla linea europea” ha spiegato, sottolineando che non ci sono elementi abbastanza riconoscibili per individuare un eventuale mandante politico, ma che gli attacchi “hanno una chiara ispirazione ideologica: le stesse gang criminali la enfatizzano apertamente”.
