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Le rivelazioni del senatore Mario Occhiuto sul suicidio del figlio: "Ero con lui quando s'è tolto la vita"

Il senatore Mario Occhiuto torna a parlare del suicidio del figlio Francesco: "Ero in casa quando si è tolto la vita"

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Il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto, a distanza di un mese e mezzo dal suicidio del figlio 30enne Francesco, è tornato a parlare della tragedia familiare. Il giovane si è buttato dalla finestra dell’ottavo piano dell’appartamento di Cosenza in cui si trovava. Per descrivere il proprio stato d’animo, il parlamentare ha citato Victor Hugo, spiegando di sentirsi “come un chicco di grano nella macina, mentre la macina gira”.

Mario Occhiuto sul suicidio del figlio: si è tolto la vita durante la terza crisi psicotica

Intervistato da Il Giornale, Occhiuto ha spiegato che suo figlio stava male da circa due anni e che ha avuto “una prima crisi psicotica, poi una seconda”.

Quando si è suicidato era in preda alla terza crisi. “Io da quanto c’è stata la prima crisi avevo sempre cercato di stargli vicino, di non lasciarlo solo. Proprio perché avevo paura”, ha raccontato il parlamentare.

Mario e Francesco Occhiuto sorridentiFonte foto: Facebook di Mario Occhiuto
Francesco e Mario Occhiuto

La prima crisi si è manifestata quando Francesco era a studiare a Parma. Si è verificata senza preavviso. Avendo intuito la gravità della situazione, papà Mario ha provato a stare vicino al figlio il più possibile: “Lui era diventato fragilissimo. Si attaccava a me, mi abbracciava. Per me da quel momento è stato come se Francesco fosse nato una seconda volta”.

Francesco rifiutava i farmaci: “Diceva che erano dannosi”

Il 30enne era uno psicologo e aveva consapevolezza della sua malattia mentale, però voleva curarsi da solo e non voleva prendere farmaci.

“Qualche volta lo ho costretto io”, ha spiegato il senatore che ha aggiunto che Francesco affermava che i farmaci “erano medicine vecchie, degli anni settanta […], che toglievano le emozioni. Che erano dannosi”.

Occhiuto ha inoltre rivelato che Francesco gli aveva confidato di credere che di lui tutti pensavano che lavorasse poco. “Non capiscono quanto lavoro io per non impazzire“, aveva confessato il giovane al padre.

“Io – ha aggiunto il senatore – cercavo di sminuire, pensavo di tranquillizzarlo, gli dicevo che in fondo erano cose normali. Forse in questo ho sbagliato. Forse dovevo essere più drastico. Dovevo costringerlo a farsi curare. Lui invece pensava che questi problemi doveva risolverli da solo. Perché diceva che ciascuno di noi è unico”.

Oggi papà Mario è distrutto e sa che la sofferenza che prova non se ne andrà mai: “Con lui non c’era solo un legame di sangue. Era un legame d’amore. Oggi mi manca anche fisicamente. Ho un blocco nello stomaco. So che questo dolore durerà per sempre”.

E ancora: “Il dolore è costante, il pensiero è costante. E io non voglio che si affievolisca. Lo difendo questo dolore. Se avessi potuto io avrei voluto essere al suo posto. L’amore che avevo con lui era speciale, indescrivibile. Da quando è stato male è sempre cresciuto”.

Il senatore era in casa quando Francesco si è lanciato dalla finestra

Il giorno del suicidio, Mario era in casa con Francesco. Nel momento in cui è andato un attimo in camera, il giovane ha compiuto il gesto estremo.

“Quando è successo ero con lui – ha ricordato il parlamentare forzista – Ho visto che era in corso questa crisi paranoica. Ho chiamato il medico. Gli abbiamo dato i farmaci. Ma i farmaci non fanno effetto subito. Il pomeriggio si è messo a dormire. Poi ha detto che voleva fare una passeggiata”.

“Sembrava tranquillo. Siamo andati insieme, mi ha chiesto di non parlare. Dopo 300 metri è voluto rientrare. Io sono andato un attimo in camera mia. Un attimo, proprio un attimo. E lui in quell’attimo ha aperto la finestra e…”, ha concluso Occhiuto.

mario-francesco-occhiuto-padre-figlio-suicidio Fonte foto: ANSA
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