Il mercato dell’auto sta vivendo un momento di profonda crisi. I dati sulle vendite non si sono mai veramente ripresi dal dopo Covid e nonostante gli incentivi in alcuni Paesi la situazione stenta a decollare. Anche Stellantis sta vivendo giorni complicati al punto che a fine 2024 il CEO Tavares ha dato le dimissioni e al momento la sua carica è ancora vacante.
Al momento Stellantis è alla ricerca di un uomo che possa gestire i vari marchi che sono sotto il Gruppo. C’è inoltre la prospettiva anche di una possibile chiusura di alcuni di loro che da anni fanno registrare dati di vendita non certo esaltanti. Un altro problema però sembra colpire ora la holding olandese e riguarda i suoi motori endotermici.
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Richiamati questi modelli
Secondo quanto riportato da Le Figaro, infatti, Stellantis sarebbe stata costretta a richiamare ben 68mila euro prodotte tra il 2022 e il 2024 in Francia per un difetto negli ugelli di raffreddamento del getto d’olio. Il propulsore incriminato è il PureTech e a causa di questo problema ci sarebbe anche un rischio incendio nel compartimento motore.
Nello specifico si tratterebbe di 57.000 Citroen C3, 2.500 Peugeot 208 e 8.700 Opel Corsa che montano motore 1.2 PureTech da 82 CV. Per Stellantis si tratterebbe di un problema dovuto al fornitore di questi ugelli e un alla progettazione del motore stesso. I “sintomi” di un possibile guasto a questa unità si evince attraverso la perdita di potenza o un rumore anomalo del motore. Tutti i proprietari dei veicoli interessati dal problema verranno invitati da Stellantis attraverso una comunicazione a recarsi in concessionaria con la vettura per ricevere l’intervento che avrà una durata di circa 30 minuti e sarà naturalmente a carico della holding olandese. Verrà sostituito il filtro dell’olio e l’olio motore.
In passato altri problemi
Stellantis ha riscontrato già altri problemi con il motore PureTech al punto che a inizio gennaio ha lanciato una piattaforma di compensazione retroattiva per tutti i clienti che hanno riscontrato problemi tra il 2022 e il 2024. Inoltre è stata anche presentata una class action contro i motori 1.2 PureTech presso la procura di Versailles.
Qualche mese fa ad esempio era finita nell’occhio del ciclone la cinghia di distribuzione a bagno d’olio del motore PureTech. Concepita inizialmente come una grande innovazione, ha mostrato in realtà delle criticità importanti. In particolare è stata palesata una contaminazione dell’olio motore con il carburante che portava a conseguenze negative per l’intera unità con degrado accelerato, rottura della cinghia e danni a componenti chiave del propulsore.
Le auto finite sotto osservazione sono state diverse Peugeot, Citroen e DS per quanto riguarda il Gruppo PSA, ma anche FIAT, Jeep e Opel per FCA. Anche Toyota è stata parzialmente coinvolta nella problematica sul modello ProAce City /-Verso 1.2 VVT-i 130 Turbo 130 CV (2019 – 2024), che nasceva da una collaborazione con PSA. Proprio a causa di tutte queste problematiche, Stellantis alla fine ha deciso, a partire dal 2023, di dotare tutte le proprie vetture con motori PureTech di una catena di distribuzione, così da non incorrere più in richiami. Staremo a vedere in futuro se sono finite o meno le peripezie di questo propulsore tanto discusso.